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Domani, sabato 25 giugno 2016, la Diocesi di Tivoli sarà in festa per l’ordinazione sacerdotale di uno dei suoi figli: il diacono FABRIZIO MELONI, della Parrocchia di Cristo Re in Marcellina (RM).

Don Fabrizio sarà infatti ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo diocesano, S.E.Mons. Mauro Parmeggiani, alle ore 19,00 nella Cattedrale di S.Lorenzo Martire in Tivoli.

Nato a Roma il 28 gennaio 1989 da una semplice ed onesta famiglia di Marcellina - popoloso paese della Diocesi tiburtina – Don Fabrizio dai genitori ha imparato l’attenzione alle altrui povertà, il rispetto per gli anziani e i malati.

All’età di 8 anni entrò a far parte del gruppo della Federazione degli Scout d’Europa della Parrocchia di Cristo Re in Marcellina e successivamente nel gruppo Ministranti.

Dopo un lungo periodo di malattia e ricoveri presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma a causa di problemi alle ossa delle gambe – problemi felicemente superati – rientrò appieno nella vita della comunità dove ha sentito fortemente la chiamata al sacerdozio che già avvertiva da bambino. Guidato dal Parroco, Don Domenico Cauteruccio, ha intensificato la sua vita di preghiera, la partecipazione alla S.Messa quotidiana, la direzione spirituale e nel settembre 2004 è entrato nel Pontificio Seminario Romano Minore dove ha conosciuto anche l’esperienza del Rinnovamento nello Spirito Santo. Conseguita la maturità presso il liceo psico-pedagogico, nell’ottobre 2010 è entrato al Seminario Regionale Maggiore di Anagni per prepararsi al sacerdozio insieme ad altri seminaristi della Diocesi di Tivoli. Nel giugno 2015 ha conseguito il Baccellierato in Teologia e il 22 novembre 2015 è stato ordinato diacono nella Parrocchia di Cristo Re in Marcellina dopo aver svolto per alcuni anni le attività pastorali da seminarista presso la Parrocchia del Duomo di Tivoli. Sabato sera sarà ordinato sacerdote.

Il Vescovo di Tivoli – in vista di tale evento di grazia – in questi giorni ha dichiarato: “Nell’Anno Santo della Misericordia, Don Fabrizio, è il secondo sacerdote che il Signore dona a questa Chiesa Tiburtina chiamandolo tra i figli di questa terra. E’ un dono grande che fa sperimentare a me, all’intero presbiterio e a tutto il popolo di Dio che conosce e vuole bene a Don Fabrizio per il suo impegno a favore dei ragazzi, della pastorale vocazionale e della nuova evangelizzazione in Diocesi, quanto sia grande la Misericordia di Dio. Questo ulteriore dono – il 9 gennaio scorso fu ordinato sacerdote Don Enrico Emili – ci impegna tutti a pregare maggiormente per i sacerdoti, a chiedere al Signore il dono di numerose e sante vocazioni per questa Chiesa che inizia a sentire la carenza di Clero, a testimoniare con più vigore la gioia del Vangelo affinché attratti da essa molti giovani dicano anche oggi il loro sì al Signore che non smette di chiamare per uscire a seminare la Misericordia di Dio specialmente verso i poveri e i sofferenti. Nello stesso tempo desidero ringraziare il Signore perché la Diocesi esprime ancora vocazioni al sacerdozio e anche quest’anno – a Dio piacendo – saranno quattro i giovani tiburtini che etreranno al Seminario Regionale di Anagni”.

Don Fabrizio Meloni presiederà per la prima volta la S.Messa nella sua comunità parrocchiale di Cristo Re in Marcellina, domenica 26 giugno 2016 alle ore 11,30.

Giovedì 22 Ottobre 2015 15:05

Lettera Pastorale del Vescovo

Ai sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, ai fedeli laici della Diocesi di Tivoli

Carissimi, fin dal momento della creazione, la tentazione di sempre dell’uomo, è stata ed è quella di “essere come Dio”. In sé non sarebbe male. Diventa un problema, invece, quando in questa sua aspirazione l’uomo cade nell’errore di non riconoscere Dio quale Creatore e Padre ma, utilizzando impropriamente la libertà donatagli da Dio stesso, egli desidera essere come Dio secondo un’idea sbagliata di Dio.

L’idea falsa e sbagliata di Dio che l’uomo possiede è quella, infatti, della potenza, dell’autorità, della possibilità di esercitare una volontà non rispettosa dell’uomo stesso, dell’altro, del creato, della giustizia e della pace. Un’idea che è stata inculcata nel cuore e nella mente umana fin dalle sue origini dal demonio e che anche oggi si esprime nel linguaggio comune della gente con il detto: “non si muove foglia, che Dio non voglia”.

Mentre l’uomo continua a peccare cercando di vivere perseguendo - consapevolmente o inconsapevolmente - questa falsa idea di Dio, Gesù stesso ci ha rivelato come è Dio e quindi come dovremmo tentare di essere noi. Nel Vangelo di Luca troviamo una espressione emblematica con la quale Gesù definisce il Padre: “siate dunque misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

È questo ciò a cui, pur con i nostri limiti e peccati, dobbiamo puntare: essere misericordiosi come Dio il quale, ben sapendo che mai arriveremo ad essere come Lui che in Cristo ci ha amati e redenti, continua a riempire quella parte di peccato che sussiste in ciascuno di noi con la sua Misericordia.

Soltanto aprendoci ad essa ed imparando cosa sia la Misericordia facendone esperienza noi cammineremo - anche se con passo lento - verso ciò a cui l’uomo da sempre anela: “essere come Dio”.

Imparare la Misericordia di Dio, sperimentarla, gioire di essa e offrirla deve essere l’impegno di ogni cristiano.

Il Papa, indicendo l’Anno Santo della Misericordia, ci ha come chiamati a vivere alla palestra della Misericordia la quale si conosce non sui libri ma sperimentandola, ricevendola e donandola.

Ho pertanto deciso di offrirvi questa Lettera Pastorale sperando di aiutarvi nel cammino sul quale tutti dobbiamo sentirci impegnati.

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