- UFFICIO CATECHISTICO E SERVIZIO DIOCESANO PER IL CATECUMENATO -

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Don Gianluca ZELLI - Responsabile

Suor Giovanna Boer - Segretaria

Sito web: http://www.catechistitivoli.it/

Giovedì 16 Marzo 2017 10:37

Festa dei Comunicandi 2017

Ciao

Sono il Vescovo. Sei sorpreso che il Vescovo ti scriva una lettera?

Lo comprendo ma è un modo per dirti che, anche se forse non ci conosciamo personalmente, tu mi stai a cuore e vorrei essere per te come un padre, un amico che ha a cuore te ed anche la tua famiglia!

Sai, il Vescovo, nella Chiesa, è il Pastore che guida i battezzati in nome di Gesù perché vivano il Vangelo ed è come un padre, come un amico per tutti.

Pensa per un momento! Cosa accade a un papà o a un amico? Si interessa di quello che vive il figlio o l’amico e desidera stargli accanto! Ecco! Io vorrei fare proprio questo. Vorrei esserti accanto in un momento bello della tua vita, come quello che so che ti prepari a vivere, in questo anno: la tua Prima Comunione, il tuo incontro con Gesù nell’Eucaristia.

È un momento forte del cammino di fede che stai compiendo, accompagnato dal tuo parroco, dai catechisti, che voglio ringraziare per il loro servizio generoso, dai tuoi genitori e, mi auguro, da tutta la tua comunità parrocchiale: tutti possono aiutarti a comprendere il valore dell’Eucaristia, ad accoglierla con attenzione e a viverla con impegno e con gioia perché partecipando e ricevendo Gesù sarai pieno del Suo amore. Vivere l’Eucaristia.

Forse quest’ultima espressione ti risulta un po’ strana: “vivere l’Eucaristia”. Sì perché l’Eucaristia si riceve, ma l’Eucaristia soprattutto la si deve vivere. Forse ti stai chiedendo: «Ma che significa vivere l’Eucaristia?» e «Come si vive l’Eucaristia?».

Beh, ci sono molti modi in cui noi possiamo vivere l’Eucaristia. Te ne accenno alcuni.

Proviamo a pensare per un istante... Quando si ama una persona, cosa succede? Si desidera donare a questa persona le cose più belle. E più si ama una persona e più il dono sarà bello e prezioso.

Ti sarà capitato con i tuoi genitori, con i nonni, con un amico o con una amica.

Così accade anche per Gesù. Ci ama talmente tanto che ci fa il regalo più prezioso che si possa pensare: il Suo Corpo Santo!

L’Eucaristia è un regalo che Gesù fa ai Suoi amici. Un proverbio antico dice: «Doni poco, finchè doni le tue cose. Quando doni te stesso allora stai donando veramente». Gesù nell’Eucaristia ci dona il Suo corpo, sangue, anima e divinità. Tutto se stesso! Non trattiene niente per sé: tutto ciò che Lui è diventa nostro! Perché fa questo?

Anzitutto perché vuole rimanere con noi sempre, come compagno di cammino. Poi perché desidera che noi viviamo bene, siamo felici. E nell’Eucaristia c’è il segreto della felicità!

Sì, perché proviamo a chiederci: cosa ci fa essere tristi? Siamo tristi quando non siamo capaci di volere bene agli altri e ci comportiamo male. Magari ce la mettiamo tutta a volere bene, ma poi arriva un momento in cui non ci riusciamo e magari tiriamo fuori la parola sbagliata, il comportamento scorretto… poveri noi!

Ma Gesù è lì e ci dice: «Dai non preoccuparti: ci sono io e ti aiuto a tirare fuori la parte bella che porti dentro di te; ti aspetto nell’Eucaristia». Oppure ci può accadere che gli altri non si comportino bene con noi, ci facciano un torto. E come rispondiamo spesso? Beh, allontanando queste persone, non parlando più con loro, magari aspettando di fargliela pagare: e stiamo male dentro!

E Gesù è sempre lì e ci dice: «Se vuoi stare bene devi allontanare non chi ti ha fatto del male, ma il male che ti ha fatto; come? Ecco: devi perdonare quella persona e così caccerai il male che è dentro il tuo cuore, la tua rabbia». E Gesù, che ci conosce bene, continua: «Lo so che è difficile e forse impossibile per te; ma ci sono io e ti do la forza che tu non hai. Ti aspetto nell’Eucaristia: quando mi ricevi io ti do tutta la mia forza di amore, di perdono, di bene». Allora possiamo dire che, con l’Eucaristia, – se lo vorrai – tu diventerai “più buono”.

Ancora. Siamo tristi quando ci sentiamo soli. Per essere felici dobbiamo stare insieme con gli altri: con i nostri amici, con i genitori, con i nostri nonni. C’è un proverbio che dice: «L’unione fa la forza».

Io ti dico che «l’unione fa la gioia».

L’Eucaristia ci fa entrare pienamente dentro la Chiesa, la comunità: è un cammino che comincia il giorno del Battesimo e si compie proprio con l’Eucaristia.

Diventiamo a pieno titolo “appartenenti alla comunità” e rimanere nella comunità è importante: incontriamo gli altri nostri amici e camminiamo insieme, incontriamo i giovani che con il loro entusiasmo ci aiutano a crescere nella fede e nell’amicizia, incontriamo chi è più grande di noi, che ci guida, incontriamo gli anziani che ci arricchiscono con la loro saggezza, incontriamo i poveri che ci fanno incontrare Gesù che in loro ci chiede aiuto, incontriamo i malati che pur nella sofferenza continuano a credere e a sperare in Dio… incontriamo insomma tanti “fratelli e sorelle” che ci arricchiscono, perché ognuno ci dona qualcosa di prezioso, di unico e di irripetibile. Allora rimanere fuori dalla comunità significa essere più poveri e più tristi.

Mi fermo qui! Con questa lettera ho voluto “chiederti l’amicizia”, come si fa oggi su facebook.

Vorrei continuare a parlare con te, incontrarti, ascoltarti per crescere dentro il cammino di fede che tutti, nelle parrocchie, stiamo percorrendo sulle orme di Gesù.

Ti invito pertanto ad una giornata che con i parroci, i viceparroci, i catechisti stiamo preparando per te e per la tua famiglia:

MARTEDÌ 25 APRILE 2017

PRESSO IL SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DI FATIMA (a San Vittorino Romano)

Vivremo insieme l’incontro, la festa, la preghiera per crescere nell’amicizia con Gesù e tra di noi.

Con la speranza di incontrarti, rinnovo a te, ai tuoi familiari, al tuo parroco e ai catechisti della tua parrocchia un caro saluto.

+ Mauro

Vescovo

Venerdì 13 Gennaio 2017 09:52

Ufficio Catechistico

Martedì 13 Settembre 2016 11:22

Giubileo dei Comunicati

Mercoledì 09 Marzo 2016 09:26

Giubileo dei Cresimandi

Carissimi,

come da programma diocesano, SABATO 9 APRILE 2016, celebreremo la Festa Diocesana dei Cresimandi.

Quest' anno, data la particolare occasione dell'Anno Santo della Misericordia, la Festa la celebreremo a Roma partecipando ad un pellegrinaggio al quale invito i Cresimandi, i sacerdoti e diaconi, i genitori dei ragazzi, i catechisti ed educatori.

La Festa avrà per tema: "II frutto dello Spirito è ... gioia!" e si svolgerà secondo il seguente programma:

Ore 8,00: arrivo e ingresso in Piazza San Pietro Ore 10,00: Incontro con PAPA FRANCESCO

AI termine dell'Udienza spostamento in Via Carlo Felice o nei pressi di Piazza San Giovanni in Laterano Pranzo al sacco

Ore 14,30: Raduno nei pressi della Basilica di San Giovanni in Laterano (sotto la statua di San Francesco)

Ore 14,45: Portico della Basilica: Preghiera e PASSAGGIO DELLA PORTA SANTA

Ore 16,00: Conclusione

Man mano ci avvicineremo alla data del Pellegrinaggio verranno fornite informazioni più dettagliate circa il raduno dei ragazzi per entrare insieme in Piazza S.Pietro ed altre note tecniche. Ogni parrocchia sarà libera di organizzarsi per i trasporti come crederà più opportuno.

Durante l'incontro del Clero di giovedì lO marzo 2016 verrà fornito il materiale (Lettera ai Cresimandi, locandine e schede per prepararsi alla F esta­pellegrinaggio) che sarà utilizzabile da tutti i gruppi di Cresimandi che parteciperanno a questo importante momento giubilare.

Mi è gradita l'occasione per porgere a tutti un cordiale saluto

+ Mauro Parmeggiani

Vescovo di Tivoli

“Nelle parabole dedicate alla misericordia,

Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre

che non si dà mai per vinto

fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto,

con la compassione e la misericordia.

Conosciamo queste parabole, tre in particolare:

quelle della pecora smarrita e della moneta perduta,

e quella del padre e i due figli (cf.Lc.15,1-32).

In queste parabole, Dio viene sempre presentato

come colmo di gioia, soprattutto quando perdona.

In esse troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede,

perché la misericordia è presentata come la forza che tutto vince,

che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono.”

 

Misericordiae Vultus

Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia di Papa Francesco

“Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare (…),così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata”(Isaia 55,10-11).

Questa la promessa di Dio: ogni Parola esce dal cuore di Dio e viene donata affinché l’uomo accogliendola e custodendola, possa esserne profondamente rinnovato. Ma è necessario porre le giuste condizioni di calma, di ascolto, di approfondimento per essere terreno fecondo che porta frutto.

La tradizione della Chiesa ci consegna l’antico metodo della Lectio Divina, che, nell’unificare la lettura e l’approfondimento della Parola con la preghiera, l’adorazione e la contemplazione, tende essenzialmente ad unificare la pagina biblica e la vita, il senso del vivere e dell’esistere nella storia. Il suo scopo è perciò rendere “uno” fede e vita! Essa è costituita da una lettura che cerca Dio proprio attraverso la pagina della Scrittura; costa fatica… ma fa fiorire la vita del credente!

Lectio - Davanti alla pagina della Scrittura chiedo al Signore un “lev shomea” (un “cuore che ascolta”): davanti alla Scrittura mi è necessario l’ascolto obbediente. Sono tutto teso a comprendere cosa quella pagina vuole comunicare, quale racconto, quale pensiero. Davanti alla pagina della Scrittura mi risuona l’antico e sempre nuovo precetto: “Sh’mà”… Ascolta!

Meditatio - È il momento in cui approfondisco ciò che ho letto/ascoltato. Uso anche degli “strumenti” che mi possano aiutare. Mi lascio rimandare ad altre pagine della Scrittura che usano quella stessa parola, quello stesso pensiero, che presentano una situazione simile. Un approfondimento non teorico, o intellettivo, volto a “sapere”, ma teso a cercare il volto di Cristo, il volto dell’Amato!

Oratio - Tutto aperto alla Parola ascoltata e meditata inizio il dialogo con il Signore. Mi lascio guidare da quella Parola, mi lascio consolare da quella Parola… metto la mia vita davanti a quella Parola: tutta la mia esistenza personale, familiare, comunitaria è davanti a quella Parola. Ne sgorga la lode, la supplica, l’invocazione, l’intercessione.

Contemplatio - L’assiduità con la Scrittura, il cammino percorso nella Lectio mi “abilitano” a leggere la storia con gli occhi di Dio, a sentire con Lui… a pensare con Lui…Vivo immerso nella storia, ma con il cuore rivolto a Dio. Riconosco che Lui è presente nella storia. Tutto è tempio della Sua presenza. Mi lascio afferrare dalla sua presenza.

La Diocesi offre un percorso di accoglienza e di ascolto della Parola, in comunità. L’ascolto insieme della Parola è esperienza forte che costruisce la comunione, aiutando a maturare dinamiche di accoglienza, di ascolto, di confronto, di comune arricchimento, di responsabilità l’uno verso l’altro, di preghiera insieme, di aiuto reciproco nel camminare.

Il cammino si declina nelle quattro settimane del mese e prevede:

- l’ascolto e l’approfondimento della Parola con l’aiuto del sacerdote;

- la meditazione personale, in casa, durante la settimana;

- la condivisione con i fratelli nei cenacoli della Parola;

- la preghiera comunitaria. Alcuni missionari laici si pongono a servizio per accompagnare il cammino, aiutando a condividere la Parola e a pregare insieme.

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