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Martedì, 08 Maggio 2018 11:13

Parole all'arrivo in Cattedrale dell'Immagine della Madonna di Quintiliolo

Tivoli, Basilica Cattedrale di San Lorenzo Martire, Domenica 6 maggio 2018

L’immagine di Maria che entra in questa Cattedrale in fase di restauro mi suggerisce – così come entrò nella casa di Elisabetta sua parente rimasta incinta e che canta “L’anima mia magnifica il Signore” il canto corrispondente ai sentimenti con i quali il re Davide, suo antenato, aveva accolto l’arca di Dio e l’aveva collocata nella città di Gerusalemme e tutto il popolo aveva esultato – come anche noi membri della Chiesa di Dio che nella Cattedrale trova il segno della sua unità, il simbolo di ciò che è la Chiesa diocesana, ha necessità di accogliere Dio e di dargli un posto di onore nella nostra vita.

Come la Cattedrale anche noi personalmente e comunitariamente abbiamo bisogno di restauro spirituale e se un restauro di una Cattedrale chiede denaro, tempi lunghi, attesa … Dio invece possiamo accoglierlo subito, da ora, non importa nemmeno se siamo grandi o piccoli, se siamo una Cattedrale o una piccola chiesetta di campagna …

La nostra vocazione è accogliere Dio in noi come ha fatto Maria.

Non una accoglienza fredda, come quando accogliamo un rappresentante di un prodotto che non ci interessa sulla porta di casa … ma una accoglienza vera che dà a Dio il primo posto nella vita accogliendolo non come uno di cui vogliamo servirci ogni tanto ma per metterci noi al suo servizio e per magnificarLo e lodarLo.

Maria ha accolto Gesù così. La sua presenza in Lei l’ha portata a lodarLo e magnificarLo. E così ha fatto Elisabetta.

Maria ed Elisabetta ci insegnano l’accoglienza. Chiediamo al Signore che la nostra Chiesa – non quella di pietre ma quella di persone – sappia restaurarsi aprendosi all’accoglienza dell’altro. E come Maria fece un lungo viaggio per andare da Elisabetta ed Elisabetta uscì verso la cugina per accoglierla, che anche la nostra Chiesa sappia essere sempre in uscita, capace di relazionarsi e accogliere tutti considerandoli non secondo i nostri criteri, ma secondo i progetti di Dio che superano i nostri pensieri.

Mentre accogliamo in Cattedrale l’Icona che resterà tra noi per tre mesi, chiediamo allora a Maria di aprire il nostro cuore, rendendolo simile al suo, per accogliere in noi la grandezza di Dio, e per accogliere l’opera di Dio nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle, pietre vive di questa Chiesa sempre giovane ma anche sempre bisognosa di rinnovamento, di quel rinnovamento di cui è artista perfetto lo Spirito Santo.

+ Mauro Parmeggiani

 Vescovo di Tivoli