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Sabato, 19 Gennaio 2019 09:49

Omelia alla Veglia Ecumenica di preghiera

Villanova di Guidonia, Parrocchia San Giuseppe Artigiano, Venerdì 18 gennaio 2019

Carissimi fratelli e sorelle,

ci troviamo insieme, questa sera, per pregare per l’unità dei cristiani.

Il versetto biblico scelto da chi ogni anno prepara questa celebrazione è tratto dal libro del Deuteronomio e, come abbiamo sentito, suona così: “Cercate di essere veramente giusti”!

Siamo in un mondo dove tutti soffriamo per le ingiustizie che nascono da una solidarietà tra gli uomini sicuramente desiderata a livello teorico da tutti ma che se non nasce da Dio, dal Dio di Gesù Cristo … se non nasce come continua risposta di amore a Colui che ci ha amati fino a dare se stesso per noi, rischia di essere un desiderio irrealizzabile. Un desiderio che rimane nel cuore ma che poi, alla prova dei fatti, cede davanti ai nostri umani desideri di potere, di egemonia sugli altri, di tornaconto personali, di carriere da perseguire ad ogni patto, di privilegi da ricercare ansiosamente, di raggiungimento di un maggior potere economico, di divisioni anche in nome della stessa fede in Cristo, ecc.

Direi dunque che la Veglia di stasera richiama fortemente tutti noi cristiani ad entrare nel luogo che il Signore ha scelto come sede del suo culto, ossia il luogo della manifestazione massima del Suo amore verso l’umanità: quel luogo che è la croce, quel luogo che è la sua passione, morte e risurrezione. E insieme a rispondere a questo Amore grande di Dio cercando di essere nel mondo veramente giusti di quella giustizia che è soltanto - e non può essere diversamente … - che la risposta generosa all’Amore grande e concretissimo di Dio per noi.

Il brano del Deuteronomio che abbiamo ascoltato si colloca nel secondo dei tre discorsi che Mosè pronuncia alla fine della sua vita. Il Deuteronomio è infatti una raccolta delle parole che Mosè disse ad Israele lungo il cammino nel deserto dove nel primo discorso egli rievocando i fatti accaduti nel primo tratto di strada dalla schiavitù al servizio nella Terra della libertà, esorta Israele ad essere fedele all’alleanza; nel secondo presenta il Codice dell’alleanza che doveva essere solennemente proclamato nelle grandi celebrazioni cultuali di Israele; nel terzo fa riferimento alla deportazione del popolo eletto a Babilonia e c’è un nuovo annuncio di possibilità di salvezza e di conversione.

Insomma, tutto il Deuteronomio è una teologia (ossia un discorso su Dio) dell’amore. Un amore esclusivo, appassionato di Dio per il suo popolo. Un amore che chiede una risposta da parte dell’uomo, una risposta che si manifesti come concreto amore per i fratelli. Una risposta libera, che a volte può essere anche “non risposta”, ma per la quale Dio dà sempre una possibilità di ricominciare.

Con questa speranza noi stasera guardiamo al luogo della espressione massima della misericordia fedele di Dio per l’uomo: la sua croce! La sua Pasqua!

Guardiamo a quanto da Gesù stesso annunciato nella sinagoga di Nazaret.

“Oggi per voi che mi ascoltate si realizza questa profezia” abbiamo letto nel Vangelo. Ossia la profezia di un Messia, che è Gesù stesso, che pieno di Spirito Santo è venuto e continuamente viene per portare il lieto messaggio ai poveri, per proclamare la libertà ai prigionieri, il dono della vista ai ciechi, per liberare gli oppressi, per annunziare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole …

Ebbene, noi, oggi, certamente più degli abitanti di Nazaret dei tempi di Gesù, anche se non lo vediamo con i nostri occhi e non lo ascoltiamo con le nostre orecchie possiamo ancor meglio comprendere cosa voleva e vuole dirci. Allora infatti eravamo solo agli inizi della trasformazione dell’uomo che parlava, di Gesù di Nazaret, che poi, per mezzo della passione e risurrezione ha fatto comprendere come si sia adempiuta tutta la Scrittura: non solo quella che annunziava il Mistero di Cristo, ma tutta; e noi viviamo in questo tempo!

E quindi, uniti, senza più divisioni, dobbiamo realizzare - non solo oggi, o per una settimana, ma per sempre - la preghiera di Gesù “Che tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21) per rispondere insieme al grande amore di Dio per noi, un amore al quale si può rispondere soltanto se siamo e viviamo da “veramente giusti!” Certamente con le nostre infedeltà - il Deuteronomio dice “Cercate” … “di essere veramente giusti” … ma tendendo continuamente lì, ripartendo ogni giorno dal desiderio di essere veramente giusti quale risposta che possiamo dare insieme al grande amore di Dio.

E nello stesso tempo quale segno al mondo che da come ci comporteremo crederà, che dalla nostra giustizia/risposta all’Amore di Dio potrà accogliere o meno l’Amore nel quale tutti crediamo e che sappiamo per esperienza come renda gioiosi, liberi, felici!

Ma qui mi viene una domanda: di quale giustizia parliamo?

Non è certo quella di una semplice giustizia umana.

La giustizia umana se non è continuamente alimentata dall’amore di Dio rischia di divenire filantropia e con il tempo finire, esaurirsi, farci stancare nel perseverare nel cercare di rispondere all’amore di Dio.

È, piuttosto, la giustizia di Dio che ci invita ad offrire noi stessi in sacrificio vivente a Dio non adattandoci alla mentalità di questo mondo ma lasciandoci trasformare continuamente da Lui, affinché la nostra mente comprenda ciò che è buono, a Lui gradito, perfetto!

Insieme, dunque, rispondiamo, uniti come parti di un medesimo corpo, impegnandoci tutti a vivere pienamente la nostra vocazione. Abbiamo compiti diversi, lungo la storia ci siamo anche divisi tra noi cristiani … ora, insieme, ognuno profetizzi se ha ricevuto il dono della profezia, annunci la Parola di Dio secondo la fede ricevuta! Ognuno se ha ricevuto il dono di aiutare gli altri gli aiuti! Se ha ricevuto il dono dell’insegnamento, insegni; se di esortare, esorti e via di seguito! Ma tutto venga fatto con semplicità, gioia, in maniera sincera, amandoci reciprocamente come fratelli, premurosi nello stimarci a vicenda, impegnati a fare il bene, nel non essere pigri ma ferventi nello spirito, nel servire il Signore, gioiosi nella speranza, pazienti nelle tribolazioni e perseveranti nella preghiera. Sempre pronti ad aiutare i fratelli quando hanno bisogno e facendo di tutto per essere ospitali.

Amati da Dio, cerchiamo di essere veramente giusti!

Il Patriarca Bartolomeo, i vari leader delle Chiese della Riforma, Papa Francesco, quante volte hanno sottolineato e sottolineano l’importanza della solidarietà e della collaborazione. Quante volte sottolineano quanto sia importante combattere la corruzione, colmare il divario tra ricchi e poveri, darci da fare insieme per costruire una società pacifica, ospitale, socialmente prospera.

Chiediamo questa sera nella preghiera che tutti i cristiani si impegnino a cercare di essere veramente giusti, ossia capaci di rispondere all’Amore di Dio che non va più presupposto - almeno nella nostra civiltà europea sempre più scristianizzata e secolarizzata - ma che va continuamente cercato mentre lui stesso ci viene incontro per farsi trovare e renderci così capaci di rettitudine e di giustizia bandendo ogni forma di scandalo e ingiustizia che possono allontanare da Dio ma attraendo a Lui, unico salvatore del mondo e della storia, tutti gli uomini del mondo. Amen.

+ Mauro Parmeggiani

   Vescovo di Tivoli