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Mercoledì, 21 Agosto 2019 02:24

Proposte di formazione teologica spirituale e metodologica

Fondamento necessario e imprescindibile per la buona riuscita della proposta illustrata nella Nota pastorale sarà quello della comunione, necessario per una proficua collaborazione, ma soprattutto per una testimonianza credibile presso coloro che si avvicineranno e in particolare i ragazzi e le ragazze, che attraverso i Sacramenti verranno immessi pienamente nella comunità che dovrà cercare di essere una comunità bella, che attira l’attenzione, suscita simpatia e accende il desiderio di appartenenza, come già nella prima Chiesa (cfr. At 2, 47) perché metterà al centro il Vangelo del Signore, l’incontro con Lui, l’amore per i poveri e i sofferenti.

La comunione dovrà abitare nella Chiesa Diocesana, dove, pur rispettando le singole realtà con i loro tempi e le loro caratteristiche, si dovrà camminare “insieme” verso la medesima meta e si dovrà avere attenzione e disponibilità ad aiutarsi, ad aspettarsi, a sostenersi e incoraggiasi vicendevolmente.

Anche all’interno delle comunità parrocchiali sarà necessario rafforzare vincoli di comunione; tra parroco, diaconi, catechisti, famiglie, consacrate, gruppi, associazioni, movimenti, operatori, i Consigli di partecipazione ecclesiale, eliminando gli autoritarismi, le durezze, le chiusure, il desiderio di primeggiare, sapendo che per tutti è vera quella Parola dell’apostolo Paolo: «Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia» (2Cor 1, 24).

È necessario riqualificare la vita e lo stile delle nostre comunità e maturare tutti un medesimo ideale di Chiesa, secondo il modello che il Concilio Vaticano II ci ha consegnato, una Chiesa sinodale, con le porte aperte e capace di accompagnare e che spesso – lo dobbiamo constatare – è ancora lontano dall’essere stile delle nostre comunità.

(Nota pastorale Cristiani non si nasce, ma si diventa, n. 34)